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lunedì 16 luglio 2012
Doomsday is coming
Dopo una giornata come quella di oggi, con il FMI che annuncia la nostra prossima impossibilità ad accedere ai mercati, attendo con ansia una nuova simpatica manovra da 50 o 100 miliardi.
lunedì 9 luglio 2012
Segnali di nervosismo
Ieri, per la prima volta dall'inizio del suo "regno", Monti ha detto una cosa che avrebbe potuto dire uno di quelli che c'erano prima, uno alla Berlusconi per intenderci: ha detto che Squinzi facilitava lo spread.
Ora, con tutte le attenuanti possibili, ha detto una cosa palesemente non vera, una di quelle da politico puro, per intenderci, che di balle ne dice eccome se serve o meglio se gli serve. E lui finora di cose così, di balle pure, non ne aveva mai dette ed era la cosa di lui che sinora mi era piaciuta di più.
E' un brutto segnale. E' un segno che le cose non vanno bene, che Monti è nervoso, spero non disperato, per la disperazione basto e avanzo io.
Ora, con tutte le attenuanti possibili, ha detto una cosa palesemente non vera, una di quelle da politico puro, per intenderci, che di balle ne dice eccome se serve o meglio se gli serve. E lui finora di cose così, di balle pure, non ne aveva mai dette ed era la cosa di lui che sinora mi era piaciuta di più.
E' un brutto segnale. E' un segno che le cose non vanno bene, che Monti è nervoso, spero non disperato, per la disperazione basto e avanzo io.
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domenica 8 luglio 2012
Ricordi dal futuro
Negli anni '70 e ancora negli '80 la Lavazza faceva una reclame natalizia dove il protagonista (io ricordo Manfredi, ma non l'ho trovato su youtube) invitato alla cena di Natale portava in omaggio due (dico due) confezioni di caffé. L'anno scorso Bonolis proponeva invece la Lavazza a modo mio come regalo, a testimonianza di come sono cambiati i tempi.
Però, se continuiamo così, ci sono ottime probabilità che il passato diventi il nostro futuro prossimo.
Però, se continuiamo così, ci sono ottime probabilità che il passato diventi il nostro futuro prossimo.
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giovedì 28 giugno 2012
Mario Monti
Su di lui ho già fatto alcune riflessioni. Ma stamani mi è venuta in mente una cosa su quest'uomo così compassato e ben educato. Così borghese, detto anche con l'accento così scioccamente spregiativo che diamo noi Italiani a questo termine. Mi è venuta in mente pensando anche a quella foto del '53 che lo ritrae ragazzino già pettinato come ora, con gli occhiali uguali a quelli che ha ora e che mi ha fatto pensare "ma questo non si è neanche emancipato dalla sua immagine di ragazzino studioso amato dalla mamma, figurati salvare l'Italia". E mi è venuta in mente pensando che ad ore deve incontrare gente tosta, politici "veri", che picchiano durissimo, e, diciamoci la verità quelle sue reiterate affermazioni sull'aver sconfitto Microsoft, sì, ci piacciono, ma non ci hanno mai convinto del tutto, anche se erano vere, i fatti sono lì a dimostrarlo. "Pronto a trattare a oltranza" ha detto. Bof, è il pensiero dominante di risposta.
E come dicevo stamani mi è venuta in mente questa frase, letta tanti anni fa, che mi ero segnato perché mi era piaciuta tanto, anche se la trovavo testimonianza di un tempo che non è più o che non è mai stato:
"E' pur vero che non l'istitutore ma nostro padre ci insegnò a dire vorrei invece di voglio. Aggiungendo che l'esitazione implicita in quella forma verbale nulla avrebbe tolto alla fermezza della volontà quando si fosse trattato di volere il bene". Nina Ruffini, cugina di Edoardo Ruffini, uno dei 12 professori italiani che preferì il licenziamento al giuramento di fedeltà al Fascismo.
E come dicevo stamani mi è venuta in mente questa frase, letta tanti anni fa, che mi ero segnato perché mi era piaciuta tanto, anche se la trovavo testimonianza di un tempo che non è più o che non è mai stato:
"E' pur vero che non l'istitutore ma nostro padre ci insegnò a dire vorrei invece di voglio. Aggiungendo che l'esitazione implicita in quella forma verbale nulla avrebbe tolto alla fermezza della volontà quando si fosse trattato di volere il bene". Nina Ruffini, cugina di Edoardo Ruffini, uno dei 12 professori italiani che preferì il licenziamento al giuramento di fedeltà al Fascismo.
Una cosa di Sinistra
A parte il solito tono insopportabile che ha e che rende indigesto tutto ciò che dice, non riesco a capire cosa ci sia di scandaloso nelle parole di Elsa Fornero sul lavoro.
E questo è quanto.
E questo è quanto.
mercoledì 27 giugno 2012
Due banalità sulla ZTL
Ho fatto lunedì una delle mie poche passeggiate pomeridiane in centro e ho notato due cose prive di riscontro statistico:
1. nella zona via Luzzatti-largo Cavallotti tutti, dico tutti, i negozi avevano la scritta di protesta "cèdesi per trasferimento a Predda Niedda", compresi quelli che a Predda Niedda ci sono già (vedi Perella), quindi una fronda, ma non inconsistente come si vorrebbe far credere.
2. nella stessa zona il traffico pedonale era decisamente intenso, non dico ai livelli prenatalizi, ma c'era davvero parecchia gente che passeggiava, quindi se i consumi sono calati, c'è qualcosa che (non) va oltre la ZTL (e credo che la crisi economica mostruosa abbia un ruolo non indifferente).
1. nella zona via Luzzatti-largo Cavallotti tutti, dico tutti, i negozi avevano la scritta di protesta "cèdesi per trasferimento a Predda Niedda", compresi quelli che a Predda Niedda ci sono già (vedi Perella), quindi una fronda, ma non inconsistente come si vorrebbe far credere.
2. nella stessa zona il traffico pedonale era decisamente intenso, non dico ai livelli prenatalizi, ma c'era davvero parecchia gente che passeggiava, quindi se i consumi sono calati, c'è qualcosa che (non) va oltre la ZTL (e credo che la crisi economica mostruosa abbia un ruolo non indifferente).
lunedì 18 giugno 2012
Italianismi
Ci sono cose che da Italiano mi appartengono e mi piacciono
anche, anche se non sono producenti. Per esempio, mi è sempre piaciuto che gli
Italiani, almeno così mi pare, non soffrano della spocchia tipica dei Francesi;
né della feroce determinazione dei Tedeschi. Mi piace questa cosa qui, che
Biagi chiamava l'umanità degli Italiani. Ma a pensarci bene, questa
caratteristica è intrisa di problemi: soffriamo costantemente di una sorta di
senso di inferiorità (se non ingiustificato almeno non sempre giustificato) che
poi ci impiomba le gambe, ci fa mancare di coraggio e ci spinge a tirar fuori
lati di noi stessi poco piacevoli: la furbizia, la sparagninità, il desiderio
di fuga e di irresponsabilità, l'infantilismo.
Dice, dove vuoi arrivare? C'è che in questi anni di crisi, difficili
per tutti e di più per l'Italia, i nodi arrivano al pettine e si cercano
soluzioni, le meno dolorose possibili e questo è giusto e ovvio. E però spesso
nei nostri discorsi inutili sulla crisi del debito, come se fosse nelle nostre
mani (di comuni cittadini che fanno discorsi da pensionati) uscirne, si tira
fuori l'Argentina che ha fatto default "e guarda ora come se la
gode"; o quasi si spera che la Grecia esca davvero dall'Euro, perché poi
ne usciamo anche noi "e svalutiamo e poi ce la godiamo"; e oggi ho
letto un articolo che riprende un'idea di Luigi Zingales sulla ristrutturazione
del nostro debito "come ha fatto l'Uruguay".
Ora, io lo so che quello che sto per scrivere è un po'
spocchioso e offensivo per Argentini, Greci e Uruguayani, ma dico: noi siamo
l'Italia, e sino a prova contraria siamo ancora la settima potenza economica
mondiale e sarebbe il caso che ce ne ricordassimo in questa maledetta
condizione, che sarà pure insostenibile ma lo è anche perché siamo grandi e
grossi e molto infantili e pensiamo a soluzioni che non sono soluzioni, ma veri
e propri massacri e hanno riguardato Paesi molto molto più deboli del nostro.
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venerdì 15 giugno 2012
La Nazionale 2
Appena finita la partita, in studio, un trionfo di "speriamo non accada come nel 2004 che fecero l'inciucio". E qui e lì e vedrai che no, ma sarebbe una beffa e via discorrendo.
E mi sono detto: ma se avessimo vinto questa benedetta partita, che bastava niente, non sarebbe stato meglio, e se poi quelli davvero pareggiano, lunedì, ma vorremo davvero dar la colpa a loro, o non sarà nostra responsabilità? Ma davvero in questo Paese non riusciamo a prenderci la responsabilità su niente?
E allora mi è venuto in mente il debito pubblico.
E mi sono detto: ma se avessimo vinto questa benedetta partita, che bastava niente, non sarebbe stato meglio, e se poi quelli davvero pareggiano, lunedì, ma vorremo davvero dar la colpa a loro, o non sarà nostra responsabilità? Ma davvero in questo Paese non riusciamo a prenderci la responsabilità su niente?
E allora mi è venuto in mente il debito pubblico.
La Nazionale
Per tutta una serie di fattori ieri alle sei e mezza non ero a casa. Avevo in mente di guardare la partita ma insomma è andata che poi senza dolori tornavo a casa proprio mentre dallo spiazzo dell'area ecologica sentivo il boato sul gol di Pirlo.
E guardandomi attorno era cosa molto evidente che non ero l'unico a ignorare la partita. Certo erano le sei e non le nove di sera, ma le strade erano piene di auto e non c'erano solo i "disperati" che ancora lavoravano: ai giardini ero passato un minuto prima: pieni, pieni di bambini (che in genere guardano la Nazionale coi padri) e anche molti genitori maschi.
Quindi, un dato è certo, questa Nazionale "non scalda i cuori"; ma mi pare anche che ci sia un altro aspetto: la gente ha altre cose a cui pensare.
E guardandomi attorno era cosa molto evidente che non ero l'unico a ignorare la partita. Certo erano le sei e non le nove di sera, ma le strade erano piene di auto e non c'erano solo i "disperati" che ancora lavoravano: ai giardini ero passato un minuto prima: pieni, pieni di bambini (che in genere guardano la Nazionale coi padri) e anche molti genitori maschi.
Quindi, un dato è certo, questa Nazionale "non scalda i cuori"; ma mi pare anche che ci sia un altro aspetto: la gente ha altre cose a cui pensare.
mercoledì 13 giugno 2012
L'adolescenza ai tempi della crisi
Apro Facebook, e accanto alle solite riflessioni sgrammaticate sulle promozioni e le bocciature, trovo due ragazzi miei ex studenti, uno di 13 e l'altro di 18 anni (quest'ultimo un po' più grandetto lo ammetto) che linkano due foto: una sul passare dal "lavorare di più per guadagnare di più" al "cercare lavoro"; e l'altro una foto su un pastore sardo che cerca lavoro. Ecco, volevo dire, io a 13 anni a tutto pensavo tranne che a questi temi, e a 18, beh, idem, erano i gloriosi anni '80 e tutti eravamo ricchi facendo quei debiti che oggi dobbiamo ripagare e che fanno crescere più in fretta i miei studenti.
venerdì 25 maggio 2012
Tua res agitur, paries cum proximus ardet
Siccome non sono diligente a compilare i tags non saprei ritrovare il post di almeno un anno fa nel quale scrivevo quello che dice Monti oggi: Se cade la Grecia il problema è di tutti.
Solo che lo scrivevo in latino, ricordando una frase di Onorio III, che ho scoperto nel frattempo citava una lettera di Orazio.
Cara Angela, è un problema tuo, quando brucia la casa del tuo vicino.
Solo che lo scrivevo in latino, ricordando una frase di Onorio III, che ho scoperto nel frattempo citava una lettera di Orazio.
Cara Angela, è un problema tuo, quando brucia la casa del tuo vicino.
giovedì 17 maggio 2012
Ricordi
Poco meno di un anno fa, tra luglio e agosto, mentre si scatenava la tempesta su di noi, quella che impose il ritorno dalle ferie di Berlusconi e Tremonti che vararono la terza manovra dell'anno, mi pare che fossero Zingales e un altro sul sole24ore a suggerire di fare una operazione dolorosa di assalto al nostro debito pubblico per eliminarne di botto un blocco imponente e far così calare la tensione, ma soprattutto annullare un certo numero di aste con tassi che viaggiavano sui 500 punti di spread.
A dieci mesi di distanza, con un'ulteriore manovra da lacrime e soprattutto sangue sulle spalle, si va ripresentando il problema (e sappiamo tutti che l'UE non caverà ragni dal buco al vertice del 23), che durerà almeno sino alle nuove elezioni greche. Un paio di mesi da incubo, con spread che già oggi...
Non sarà il caso di riprendere quella simpatica e dolorosa idea di Zingales, e tirarsi via dal mercato per un paio di mesi per non dover pagare interessi di nuovo stellari sui nostri BOT e aprire la via a altre manovre che ci avvicinano sempre più al centro del Maelstrom?
A dieci mesi di distanza, con un'ulteriore manovra da lacrime e soprattutto sangue sulle spalle, si va ripresentando il problema (e sappiamo tutti che l'UE non caverà ragni dal buco al vertice del 23), che durerà almeno sino alle nuove elezioni greche. Un paio di mesi da incubo, con spread che già oggi...
Non sarà il caso di riprendere quella simpatica e dolorosa idea di Zingales, e tirarsi via dal mercato per un paio di mesi per non dover pagare interessi di nuovo stellari sui nostri BOT e aprire la via a altre manovre che ci avvicinano sempre più al centro del Maelstrom?
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L'Italia è bella ma ha il problema del traffico
Sui giornali di ieri due notizie correvano affiancate presumo
perchè entrambe si riferivano al "mondo automobilistico". In realtà
mostravano una forte contraddizione che però nessuno nei giornali, almeno nella
versione web sembra abbia notato. La prima denunciava l'ennesimo calo del
mercato delle auto in Europa e ancor più in Italia; la seconda segnalava che
nelle città italiane la velocità media è di 15 km all'ora, come accadeva nel
1700 (come abbiano calcolato questo confronto non so). Questa seconda notizia
era giustificata con l'intasamento delle nostre città, intasamento da auto.
Ecco, è chiaro che il crollo dell'auto è preoccupante perchè
strettamente collegato alla crisi che ci attanaglia, denuncia un grave calo
delle nostre disponibilità, ma anche il grave rischio di prossimi ulteriori
licemnziamenti in Fiat.
Però, se vogliamo velocizzare il traffico urbano di auto
bisogna averne meno e mettere tutti sui mezzi pubblici, ben integrati fra loro
e veloci (questa è una speranza ovvio).
Allora bisogna scegliere, bisogna parlare con Fiat o chi vi
pare, o forse non parlare con nessuno e puntare al mezzo pubblico. Il paradosso
è che Fiat ha appena venduto un gioiello come Irisbus non perché andasse male,
ma perchè lavorava ovviamente solo col pubblico e il pubblico non paga.
Ordinano i bus e poi se va bene ti pagano a sei mesi, sennò a sei anni.
Ecco alle volte tutto si tiene e succede che guardi il
traffico e capisci la crisi economica.
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lunedì 7 maggio 2012
Futuro prossimo
Sinceramente, a me del fatto che Hollande sia socialista (o che si dica tale, ma in Francia sono più seri che qui, magari è socialista davvero) mi importa un fico secco.
Quello che invece mi importa è che dica "l'austerità non è una fatalità", che suona bene anche in Italiano, e che spero voglia dire qualcosa di concreto. Perché la situazione francamente è insostenibile, checché ne pensi Angela Merkel, e il vero rischio resta quello che da qui a un paio d'anni la Germania si trovi a guidare non l'Europa ma niente più che un cumulo di macerie. Certo, resta da capire quale sia la ricetta politica di Hollande, a parte la pur nobile questione del matrimonio gay (che non ha aiutato granché Zapatero, perché alla fine anche in Spagna più di un gay tra quelli che hanno perso il lavoro avrà votato per Rajoy). Ma mi auguro che sia una ricetta convincente, sviluppata in armonia, magari, con Monti e Rajoy stesso per convincere Angelona.
Spero.
Resta però sullo sfondo l'unico obiettivo serio che ci toglierebbe davvero dai guai, ma che oggi come oggi è davvero un'utopia per quelli come me: una vera integrazione federale europea, un rapido viaggio verso gli Stati Uniti d'Europa.
Quello che invece mi importa è che dica "l'austerità non è una fatalità", che suona bene anche in Italiano, e che spero voglia dire qualcosa di concreto. Perché la situazione francamente è insostenibile, checché ne pensi Angela Merkel, e il vero rischio resta quello che da qui a un paio d'anni la Germania si trovi a guidare non l'Europa ma niente più che un cumulo di macerie. Certo, resta da capire quale sia la ricetta politica di Hollande, a parte la pur nobile questione del matrimonio gay (che non ha aiutato granché Zapatero, perché alla fine anche in Spagna più di un gay tra quelli che hanno perso il lavoro avrà votato per Rajoy). Ma mi auguro che sia una ricetta convincente, sviluppata in armonia, magari, con Monti e Rajoy stesso per convincere Angelona.
Spero.
Resta però sullo sfondo l'unico obiettivo serio che ci toglierebbe davvero dai guai, ma che oggi come oggi è davvero un'utopia per quelli come me: una vera integrazione federale europea, un rapido viaggio verso gli Stati Uniti d'Europa.
mercoledì 18 aprile 2012
A che piano siamo?
C'è un bellissimo e inquietante racconto di Dino Buzzati che si intitola i Sette piani. Ritorna spesso nei miei discorsi per vari motivi, quindi chi mi conosce magari lo conosce già. La storia è semplice: un uomo entra in un sanatorio per tubercolotici che ha la caratteristica di essere diviso in reparti organizzati per gravità della malattia. Al settimo stanno i "quasi-sani", al piano terra quelli che non hanno speranze. E' chiaro sin dall'inizio il finale: entrato al settimo piano per una forma leggerissima, quasi inesistenze, il nostro eroe finirà incosciente al pianterreno in un percorso fatto di ambiguità, mezze frasi, omissioni, rassicurazioni, false speranze, zuccherini per indorare pillole sempre più amare.
Oggi c'è nel linguaggio e nelle parole di Monti, qualcosa che richiama nettamente i primari di quel sanatorio e anche il suo predecessore Giulio Tremonti.
Dopo settimane, mesi, passati a ripetere il mantra "Noi non siamo come la Grecia", era poi arrivata la frase: "Non faremo la fine della Grecia"; oggi infine ha detto questo: "Ci battiamo per non fare la fine della Grecia".
Chiaro no? ci hanno trasferito al piano di sotto, anche se solo temporaneamente, per carità.
O no?
Oggi c'è nel linguaggio e nelle parole di Monti, qualcosa che richiama nettamente i primari di quel sanatorio e anche il suo predecessore Giulio Tremonti.
Dopo settimane, mesi, passati a ripetere il mantra "Noi non siamo come la Grecia", era poi arrivata la frase: "Non faremo la fine della Grecia"; oggi infine ha detto questo: "Ci battiamo per non fare la fine della Grecia".
Chiaro no? ci hanno trasferito al piano di sotto, anche se solo temporaneamente, per carità.
O no?
martedì 17 aprile 2012
Non è mica una cattiva idea
Dice che Borghezio ha proposto di vendere la Sardegna (tra le altre cose) per ridurre il debito pubblico.
Metti che poi ci compra la Germania, certo, ci tocca imparare bene il tedesco, ma a me sembra l'unica idea sensata partorita da quel tipo lì.
Metti che poi ci compra la Germania, certo, ci tocca imparare bene il tedesco, ma a me sembra l'unica idea sensata partorita da quel tipo lì.
lunedì 2 aprile 2012
Sul lungo periodo
In questi giorni si ricorda il ventennale del massacro di Sarajevo e su alcuni giornali è anche comparso il fatidico titolo: "Perché l'Europa non è intervenuta?".
Che domanda è? Basta guardare al presente e tutto è chiaro.
L'Europa non esiste.
Che domanda è? Basta guardare al presente e tutto è chiaro.
L'Europa non esiste.
giovedì 29 marzo 2012
Qualcosa degli Oliver onions?
Oggi lo spread è risalito a 345, dubbi sul pacchetto lavoro, dicono, ma anche molti dubbi sulla Spagna direi.
Le scene di oggi in Spagna sono molti simili a quelle in Grecia delle settimane scorse.
Sale e scende la marea che tutto copre e tutto crea.
Le scene di oggi in Spagna sono molti simili a quelle in Grecia delle settimane scorse.
Sale e scende la marea che tutto copre e tutto crea.
lunedì 26 marzo 2012
Quel maledetto dito
L'ho già detto e lo ripeto. Al di là delle iniziative che questo governo prende, che non solo possono essere discutibili, ma possono proprio non piacere e pesare (anche su di me), c'è qualcosa di potente, di affascinante nell'ascoltare Monti e i suoi ministri. Ora leggo che ha detto "Se il Paese non è pronto noi possiamo anche andare via". Che non è solo una minaccia, è una chiamata alla responsabilità di ognuno e soprattutto dei partiti e fa il paio con l'intervista della Gabanelli ieri alla Fornero. E' una tipa tosta questa Fornero, che mi sta decisamente antipatica quando la becco con quel dito alzato da professoressa universitaria, e dice "attenzione". E io lo so quanto dà fastidio quella parola, perché io stesso la dico agli esami quando qualcuno scantona sul feudalesimo o sulla lotta per le investiture e vedo le facce che sbiancano e odiano e pensano "eccolo che sta a sottigliare, ma che importanza ha, ma più o meno ho detto così" e invece no.
E ieri al tipo che la intervistava ha detto: "badate che noi siamo qui per fare cose difficili mica facili. Sono qui perché mi hanno chiamato a fare cose che i politici non volevano fare. Siamo qui a distribuire sacrifici e non caramelle". E il tipo "perché i politici davano le caramelle?". E lei "eh be' sì, le hanno date altrimenti non saremmo in questa situazione".
Con il maledetto dito alzato. Però l'ha detto, e ha detto la verità e non è mica una sottigliezza sulla lotta per le investiture.
E ieri al tipo che la intervistava ha detto: "badate che noi siamo qui per fare cose difficili mica facili. Sono qui perché mi hanno chiamato a fare cose che i politici non volevano fare. Siamo qui a distribuire sacrifici e non caramelle". E il tipo "perché i politici davano le caramelle?". E lei "eh be' sì, le hanno date altrimenti non saremmo in questa situazione".
Con il maledetto dito alzato. Però l'ha detto, e ha detto la verità e non è mica una sottigliezza sulla lotta per le investiture.
giovedì 22 marzo 2012
Oggettivamente
Il governo Monti ha deciso sull'articolo 18. Bella o brutta che sia la decisione va nella direzione chiesta dalla UE. Oggi lo spread è a 314, mentre due giorni fa era a 270 circa. Questo per effetto dei dati sulla crescita cinese.
Ancora una volta, quel che si fa o non si fa in Italia non ha alcun peso sul nostro destino.
Solo per onestà.
Teniamoci forte.
Ancora una volta, quel che si fa o non si fa in Italia non ha alcun peso sul nostro destino.
Solo per onestà.
Teniamoci forte.
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