Poco meno di un anno fa, tra luglio e agosto, mentre si scatenava la tempesta su di noi, quella che impose il ritorno dalle ferie di Berlusconi e Tremonti che vararono la terza manovra dell'anno, mi pare che fossero Zingales e un altro sul sole24ore a suggerire di fare una operazione dolorosa di assalto al nostro debito pubblico per eliminarne di botto un blocco imponente e far così calare la tensione, ma soprattutto annullare un certo numero di aste con tassi che viaggiavano sui 500 punti di spread.
A dieci mesi di distanza, con un'ulteriore manovra da lacrime e soprattutto sangue sulle spalle, si va ripresentando il problema (e sappiamo tutti che l'UE non caverà ragni dal buco al vertice del 23), che durerà almeno sino alle nuove elezioni greche. Un paio di mesi da incubo, con spread che già oggi...
Non sarà il caso di riprendere quella simpatica e dolorosa idea di Zingales, e tirarsi via dal mercato per un paio di mesi per non dover pagare interessi di nuovo stellari sui nostri BOT e aprire la via a altre manovre che ci avvicinano sempre più al centro del Maelstrom?
Visualizzazione post con etichetta Tremonti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tremonti. Mostra tutti i post
giovedì 17 maggio 2012
Ricordi
Etichette:
Berlusconi,
bot,
bund,
crisi economica,
spread,
Tremonti,
Zingales
mercoledì 18 aprile 2012
A che piano siamo?
C'è un bellissimo e inquietante racconto di Dino Buzzati che si intitola i Sette piani. Ritorna spesso nei miei discorsi per vari motivi, quindi chi mi conosce magari lo conosce già. La storia è semplice: un uomo entra in un sanatorio per tubercolotici che ha la caratteristica di essere diviso in reparti organizzati per gravità della malattia. Al settimo stanno i "quasi-sani", al piano terra quelli che non hanno speranze. E' chiaro sin dall'inizio il finale: entrato al settimo piano per una forma leggerissima, quasi inesistenze, il nostro eroe finirà incosciente al pianterreno in un percorso fatto di ambiguità, mezze frasi, omissioni, rassicurazioni, false speranze, zuccherini per indorare pillole sempre più amare.
Oggi c'è nel linguaggio e nelle parole di Monti, qualcosa che richiama nettamente i primari di quel sanatorio e anche il suo predecessore Giulio Tremonti.
Dopo settimane, mesi, passati a ripetere il mantra "Noi non siamo come la Grecia", era poi arrivata la frase: "Non faremo la fine della Grecia"; oggi infine ha detto questo: "Ci battiamo per non fare la fine della Grecia".
Chiaro no? ci hanno trasferito al piano di sotto, anche se solo temporaneamente, per carità.
O no?
Oggi c'è nel linguaggio e nelle parole di Monti, qualcosa che richiama nettamente i primari di quel sanatorio e anche il suo predecessore Giulio Tremonti.
Dopo settimane, mesi, passati a ripetere il mantra "Noi non siamo come la Grecia", era poi arrivata la frase: "Non faremo la fine della Grecia"; oggi infine ha detto questo: "Ci battiamo per non fare la fine della Grecia".
Chiaro no? ci hanno trasferito al piano di sotto, anche se solo temporaneamente, per carità.
O no?
lunedì 5 settembre 2011
Responsabilità storiche
Affermo da tempo, attirandomi le critiche di amici più sinistri di me, che la colpa della crisi non può certo essere imputata al Berlusca o a Tremonti, altrimenti bisognerebbe imputare loro anche i dati sulla disoccupazione USA.
Ma è altrettanto vero che l'Italia è la terza economia dell'Europa e la sesta o settima mondiale, perciò se Berlusca o Tremonti o entrambi fanno delle stupidaggini, questo non può non avere conseguenze anche fuori dai confini italiani.
Ecco, siamo in quel momento: la manovra che i due stanno varando (come usa dire) è una schifezza inutile, e ciò avrà conseguenze gravissime per l'Italia, ma anche per il resto dell'Europa e del mondo, perché tutto si tiene e se già ha fatto danni micidiali la Grecia...
Quindi poche storie, l'eredità politica di Berlusconi e Tremonti, se non saranno accecati sulla via di Damasco da qui a poche ore, sarà pesantissima e la Storia che già aveva buoni motivi per lamentarsi di loro, non sarà tenera.
Ma è altrettanto vero che l'Italia è la terza economia dell'Europa e la sesta o settima mondiale, perciò se Berlusca o Tremonti o entrambi fanno delle stupidaggini, questo non può non avere conseguenze anche fuori dai confini italiani.
Ecco, siamo in quel momento: la manovra che i due stanno varando (come usa dire) è una schifezza inutile, e ciò avrà conseguenze gravissime per l'Italia, ma anche per il resto dell'Europa e del mondo, perché tutto si tiene e se già ha fatto danni micidiali la Grecia...
Quindi poche storie, l'eredità politica di Berlusconi e Tremonti, se non saranno accecati sulla via di Damasco da qui a poche ore, sarà pesantissima e la Storia che già aveva buoni motivi per lamentarsi di loro, non sarà tenera.
martedì 30 agosto 2011
Manovra
Ma il fatto che dopo il vertice di Arcore e la "quadra" lo spread tra Btp e Bund abbia ripreso a "volare" come titolano i giornali, secondo voi, cosa significherà?
E fra dieci giorni, quale altra ulteriore manovra dovrà fare il governo?
E fra dieci giorni, quale altra ulteriore manovra dovrà fare il governo?
Etichette:
Berlusconi,
Btp,
bund,
governo,
Tremonti
mercoledì 10 agosto 2011
Arc de triomphe
Sul Titanic non si salva neanche chi è in prima classe disse Tremonti.
Ma il Titanic non è l'Italia (caso mai l'Italia è, se mi ricordo bene come è fatta una Tirrenia, il ponte copertina, quello che affonda prima), bensì il pianeta tutto.
Perciò oggi non si salva neanche la Francia.
Aspettiamo domani, un Ferragosto caldo.
Ma il Titanic non è l'Italia (caso mai l'Italia è, se mi ricordo bene come è fatta una Tirrenia, il ponte copertina, quello che affonda prima), bensì il pianeta tutto.
Perciò oggi non si salva neanche la Francia.
Aspettiamo domani, un Ferragosto caldo.
sabato 30 luglio 2011
Non ho bisogno di rubare agli Italiani
Come se rubare fosse un'arte per soli poveracci affamati.
lunedì 18 luglio 2011
Sul clima
Quando studiavo o leggevo dei momenti che precedettero la I ma soprattutto la II guerra mondiale spesso mi domandavo come la gente potesse continuare a vivere "tranquillamente"; come il clima pesante non abbia condotto gruppi imponenti di popolazione a "fare qualcosa", che poi non saprei bene cosa, ma insomma qualcosa, qualcosa che facesse trasparire la tensione, la paura, la depressione. Qualcosa che modificasse l'andamento delle cose non per evitare la guerra stessa, ma perché uno potesse cogliere la differenza di umore, la preoccupazione.
Poi guardo l'oggi: non sappiamo se tra un anno l'euro ci sarà ancora e se fra sei mesi l'Italia non andrà in default o se non vi andranno gli USA tra un mese (dove non è riuscita l'URSS riesce per la seconda volta la Grande Depressione). Mentre non sappiamo se tra un mese avremo ancora una qualunque forma di prestazione sanitaria o il pagamento delle pensioni e degli stipendi agli statali.
Nel frattempo, nella vita reale ho preso un caffè con un amico, come sempre; in tv danno alla sera dadada, si progetta l'expo di Milano e le Olimpiadi 2020, Tremonti accetta di assumere 67.000 precari della scuola in un triennio, Mediaworld cerca di vendermi un TomTom a soli 299 euro, Hugo Boss mi propone il suo ultimo profumo, George Clooney va a Venezia o diosadove con la sua nuova fiamma, Alba Parietti è tentata dal topless a Milano Marittima; fuori dalla finestra in questo momento, qualcuno ascolta "a manetta" una qualche canzone degli U2.
Insomma, ho smesso di farmi domande sulla II guerra mondiale e aspetto seduto la III.
Etichette:
Barack Obama.,
Debito sovrano,
Tremonti,
USA
Iscriviti a:
Post (Atom)