Non meraviglia allora che il potere possa essere definito, in modo estremamente semplice, in termini di lavoro eseguito. Il lavoro è così duro, la forza che richiede è così grande proprio per il fattore della resistenza. Per questo è così difficile ottenere dei cambiamenti ed è un miracolo quando questi avvengono. E' per lo stesso motivo che un cambiamento rapido è sospetto, perché se non si è modificato il modello stesso della resistenza, il cambiamento rimane un'imbiancatura, una carta da parati: il muro di pietra che c'è sotto resta bloccato nella sua stasi e vuole restare così.
J. Hillman, Gli stili del potere, Milano 2009, p. 60.
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martedì 16 agosto 2011
Gli stili del potere 1
Le rivoluzioni non aspirano realmente all'utopia, ma cercano invece la rivoluzione perpetua, una lotta continua tra rivoluzionari e controrivoluzionari, quelle ostinate sacche di resistenza che mantengono in vita la rivoluzione.
J. Hillman, Gli stili del potere, Milano 2009, p. 59.
J. Hillman, Gli stili del potere, Milano 2009, p. 59.
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