Non che ce ne fosse bisogno, ma per chi se ne era scordato, la marcia indietro del sig B di oggi ci dovrebbe far ricordare di come tornerebbe a ridursi lo scenario politico italiano se il detto sig. B dovesse davvero di nuovo scendere in campo. Frasi a casaccio, barzellette, sberleffi lanciati e ricevuti, insomma cinema di terz'ordine che il Banfi degli anni '70 era Eisenstein al confronto.
No grazie. E magari, ritirandosi lui, si potrebbe sperare, che so tra cinque dieci anni, in un rinnovamento anche della sinistra (ma forse questo è davvero chiedere troppo).
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lunedì 16 luglio 2012
venerdì 13 luglio 2012
venerdì 18 maggio 2012
E adesso? 2
Lo hanno pure prosciolto stasera! Per il processo Mediatrade.
Dico, lui, quello che aveva ridotto il Parlamento a bivacco per i suoi manipoli (questa tra l'altro è la cosa più vera).
Dico, lui, quello che aveva ridotto il Parlamento a bivacco per i suoi manipoli (questa tra l'altro è la cosa più vera).
giovedì 17 maggio 2012
Ricordi
Poco meno di un anno fa, tra luglio e agosto, mentre si scatenava la tempesta su di noi, quella che impose il ritorno dalle ferie di Berlusconi e Tremonti che vararono la terza manovra dell'anno, mi pare che fossero Zingales e un altro sul sole24ore a suggerire di fare una operazione dolorosa di assalto al nostro debito pubblico per eliminarne di botto un blocco imponente e far così calare la tensione, ma soprattutto annullare un certo numero di aste con tassi che viaggiavano sui 500 punti di spread.
A dieci mesi di distanza, con un'ulteriore manovra da lacrime e soprattutto sangue sulle spalle, si va ripresentando il problema (e sappiamo tutti che l'UE non caverà ragni dal buco al vertice del 23), che durerà almeno sino alle nuove elezioni greche. Un paio di mesi da incubo, con spread che già oggi...
Non sarà il caso di riprendere quella simpatica e dolorosa idea di Zingales, e tirarsi via dal mercato per un paio di mesi per non dover pagare interessi di nuovo stellari sui nostri BOT e aprire la via a altre manovre che ci avvicinano sempre più al centro del Maelstrom?
A dieci mesi di distanza, con un'ulteriore manovra da lacrime e soprattutto sangue sulle spalle, si va ripresentando il problema (e sappiamo tutti che l'UE non caverà ragni dal buco al vertice del 23), che durerà almeno sino alle nuove elezioni greche. Un paio di mesi da incubo, con spread che già oggi...
Non sarà il caso di riprendere quella simpatica e dolorosa idea di Zingales, e tirarsi via dal mercato per un paio di mesi per non dover pagare interessi di nuovo stellari sui nostri BOT e aprire la via a altre manovre che ci avvicinano sempre più al centro del Maelstrom?
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domenica 13 maggio 2012
E adesso?
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso dice a radio24 che Berlusconi si merita un premio per la lotta alla mafia. Sì proprio a lui, proprio da lui, che va anche da Fazio, che a noi di sinistra piace molto, perché quelli che lottano la mafia ci piacciono tutti molto (giustamente) e sono tutti arruolabili nella sinistra.
E adesso cosa facciamo? Stiamo zitti? Diciamo che ha ragione? (cribbio sarebbe il colmo). Lo attacchiamo e gli diciamo che è mafioso?
Per intanto, preliminarmente, finché non decidiamo, come minimo diciamo a Fazio di non invitarlo più.
E adesso cosa facciamo? Stiamo zitti? Diciamo che ha ragione? (cribbio sarebbe il colmo). Lo attacchiamo e gli diciamo che è mafioso?
Per intanto, preliminarmente, finché non decidiamo, come minimo diciamo a Fazio di non invitarlo più.
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lunedì 16 aprile 2012
Orrore
Dico la verità, in tutta la vicenda delle serate ad Arcore sinora mi ero anche divertito e per quanto condannassi il comportamento di Berlusconi per le sue implicazioni politiche ho sempre mantenuto sul fondo quel sorriso un po' complice del maschio che magari non condivide lo squallore ma comprende l'altro maschio impazzito per la lap dance (mi scusino le poche signore che frequentano questo luogo).
Ma ora, ecco, ora che so, che faceva danzare alcune di loro travestite da Ronaldinho, con tanto di maschera, l'orrore si è impadronito di me.
Ma ora, ecco, ora che so, che faceva danzare alcune di loro travestite da Ronaldinho, con tanto di maschera, l'orrore si è impadronito di me.
venerdì 24 febbraio 2012
A ladro, ladro e mezzo
Stamani il Berlu ha detto una cosa inquietante se vera (metto il se perché lui dice qualche bugia se avete notato).
Ha detto che il processo Mills dovrebbe essere in prescrizione da tre anni (fermo restando che lui ha avuto la bella idea di diminuire i tempi di prescrizione) se non fosse che i pm si sono inventati una strana interpretazione della legge per cui "la corruzione non inizia con la consegna del denaro, ma quando il corrotto inizia a spenderlo".
Se è vero è una furbata del tribunale di Milano molto poco onesta.
Ha detto che il processo Mills dovrebbe essere in prescrizione da tre anni (fermo restando che lui ha avuto la bella idea di diminuire i tempi di prescrizione) se non fosse che i pm si sono inventati una strana interpretazione della legge per cui "la corruzione non inizia con la consegna del denaro, ma quando il corrotto inizia a spenderlo".
Se è vero è una furbata del tribunale di Milano molto poco onesta.
sabato 11 febbraio 2012
Conti in sospeso
Se è vero che Berlusconi dovrebbe pagare (e non lo farà se non come già sta facendo con l'esclusione dal governo) per il Berlusconismo, chi pagherà per l'antiberlusconismo?
giovedì 9 febbraio 2012
Uno dei motivi per cui Monti può piacermi
Capello si è dimesso perché quelli della Nazionale inglese hanno declassato Terry senza avvisarlo.
E Cameron si infuria con Capello. Cameron, il premier.
Lo so, il calcio è importante per la politica, lo so. Lo sa anche un qualunque sindaco, mica solo Berlusconi.
Ma ora mi viene in mente che Monti non ha detto neanche una parola sul calcio sinora. Probabilmente non è neanche tifoso.
Per carità, se l'Italia arrivasse in finale agli Europei sarebbe naturale che esprimesse soddisfazione, ma ecco, se va avanti così, a ignorare il calcio, per me va bene.
E Cameron si infuria con Capello. Cameron, il premier.
Lo so, il calcio è importante per la politica, lo so. Lo sa anche un qualunque sindaco, mica solo Berlusconi.
Ma ora mi viene in mente che Monti non ha detto neanche una parola sul calcio sinora. Probabilmente non è neanche tifoso.
Per carità, se l'Italia arrivasse in finale agli Europei sarebbe naturale che esprimesse soddisfazione, ma ecco, se va avanti così, a ignorare il calcio, per me va bene.
venerdì 9 dicembre 2011
Per qualche copia in più
Il Corriere della Sera resta secondo me il miglior giornale italiano anche e soprattutto per i toni che usa. E' vero che sul sito ogni giorno è un abbondare di "choc" per le più solenni stupidate, siano esse combinate da Paris Hilton o Lady Gaga, ma il giornale è solido nella sostanza.
E allora è anche bella l'intervista a Geronzi di oggi, solo che il titolo recita così: "Quando Cuccia mi disse: I bilanci di Berlusconi sono falsi".
Che uno se lo va a leggere solo per quel titolo che Travaglio ci andrebbe a braccetto.
Poi lo leggi e il pezzo incriminante suona così: " Cuccia disse a me [Geronzi], che ero seduto dietro accanto a lui: "Questa operazione [quotare in borsa Mediaset] non si può fare". E perché?, gli chiesi. "Perché i bilanci sono falsi". Cuccia: "Le cifre di Berlusconi non sono vere, ma virtuali. Quanto vale un'antenna? Un'antenna non è una ciminiera, non ha sotto un opicifio". Lascio a lei valutare a che punto fosse l'evoluzione del pensiero in Mediobanca, attorno allo sviluppo di un settore dell'industria che ha avuto e avrà ancora grande successo. Ciò, naturalmente, nulla toglie al giudizio storico sulla grandezza di Enrico Cuccia, sulla sua opera che ha salvato l'asfittico capitalismo italiano".
In pratica sarebbe stato giusto titolare: "Quando mi accorsi che Cuccia era un fesso". Ma al Corriere certe cose non si dicono, meglio sparare sull'eterno parvenu Berlusconi.
E allora è anche bella l'intervista a Geronzi di oggi, solo che il titolo recita così: "Quando Cuccia mi disse: I bilanci di Berlusconi sono falsi".
Che uno se lo va a leggere solo per quel titolo che Travaglio ci andrebbe a braccetto.
Poi lo leggi e il pezzo incriminante suona così: " Cuccia disse a me [Geronzi], che ero seduto dietro accanto a lui: "Questa operazione [quotare in borsa Mediaset] non si può fare". E perché?, gli chiesi. "Perché i bilanci sono falsi". Cuccia: "Le cifre di Berlusconi non sono vere, ma virtuali. Quanto vale un'antenna? Un'antenna non è una ciminiera, non ha sotto un opicifio". Lascio a lei valutare a che punto fosse l'evoluzione del pensiero in Mediobanca, attorno allo sviluppo di un settore dell'industria che ha avuto e avrà ancora grande successo. Ciò, naturalmente, nulla toglie al giudizio storico sulla grandezza di Enrico Cuccia, sulla sua opera che ha salvato l'asfittico capitalismo italiano".
In pratica sarebbe stato giusto titolare: "Quando mi accorsi che Cuccia era un fesso". Ma al Corriere certe cose non si dicono, meglio sparare sull'eterno parvenu Berlusconi.
martedì 29 novembre 2011
1 p.B.
Come sembra cambiato il mondo. Ieri Fabrizio Cicchitto era ospite a Mezz'ora la crisi della Annunziata.
Un uomo serio, posato, ricco di ragionamento moderato che scambiava opinioni civili con la conduttrice e si davano persino ragione. E facevano bene, perché avevano ragione. E ragione aveva Cicchitto a ricordare i 100 punti di spread che sarebbero dovuti sparire con le sole dimissioni di Berlusconi e che se Monti fosse stato Berlusconi oggi lo avrebbero già massacrato perché in CdM non ha ancora partorito alcuna nuova manovra.
E ho pensato a quanto tempo abbiamo perso in Italia con questa cosa del berlusconismo e dell'antiberlusconismo e forse non sarebbe andata meglio se non si fosse cominciata questa guerra (e non sono sicuro che l'abbia iniziata B), ma avremmo tutti il fegato meno rovinato forse, e forse soprattutto sarebbe il caso che ora si iniziasse a provare a uscire da una palude nella quale siamo finiti ancora una volta non per colpa di Berlusconi ma ben prima, almeno dalla metà degli anni '70: dai governi dell'astensione, dell'unità nazionale e via dicendo.
Un uomo serio, posato, ricco di ragionamento moderato che scambiava opinioni civili con la conduttrice e si davano persino ragione. E facevano bene, perché avevano ragione. E ragione aveva Cicchitto a ricordare i 100 punti di spread che sarebbero dovuti sparire con le sole dimissioni di Berlusconi e che se Monti fosse stato Berlusconi oggi lo avrebbero già massacrato perché in CdM non ha ancora partorito alcuna nuova manovra.
E ho pensato a quanto tempo abbiamo perso in Italia con questa cosa del berlusconismo e dell'antiberlusconismo e forse non sarebbe andata meglio se non si fosse cominciata questa guerra (e non sono sicuro che l'abbia iniziata B), ma avremmo tutti il fegato meno rovinato forse, e forse soprattutto sarebbe il caso che ora si iniziasse a provare a uscire da una palude nella quale siamo finiti ancora una volta non per colpa di Berlusconi ma ben prima, almeno dalla metà degli anni '70: dai governi dell'astensione, dell'unità nazionale e via dicendo.
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Mario Monti
lunedì 14 novembre 2011
La questione del berlusconismo è semplice
Non c'è nessuna originalità in ciò che sto per scrivere, ma può essere utile ribadire il concetto: il mostruoso berlusconismo, quella cosa contro la quale il povero Scalfari si batte da anni coi suoi magnifici editoriali su Repubblica pieni di citazioni di Hegel e Spinoza e Nietzsche e con i quali purtroppo non riesce a guarirci (e dico tutti), è imbattibile perché il berlusconismo siamo noi. E' il principio di Giorgio Gaber (che io non ho mai ascoltato se non negli anni '70), ribadito credo, da quel presunto intellettuale di Pietrangelo Buttafuoco ieri: non ho paura di Berlusconi in sé, ma di Berlusconi in me.
Perciò anche tutte le paure e i programmi (a dire il vero da regime dittatoriale molto di più di quelli attribuiti a Berlusconi) per deberlusconizzare l'Italia (e come? provando a rimuovere Drive in dalla memoria collettiva forse?) sono "programmi vasti" privi di senso della realtà.
Deberlusconizzare l'Italia significa appunto cambiare gli Italiani, cosa che non è riuscita manco a Benito in 20 anni di dittatura.
Perciò anche tutte le paure e i programmi (a dire il vero da regime dittatoriale molto di più di quelli attribuiti a Berlusconi) per deberlusconizzare l'Italia (e come? provando a rimuovere Drive in dalla memoria collettiva forse?) sono "programmi vasti" privi di senso della realtà.
Deberlusconizzare l'Italia significa appunto cambiare gli Italiani, cosa che non è riuscita manco a Benito in 20 anni di dittatura.
sabato 12 novembre 2011
Mario Monti
Secondo me l'idea di un governo Monti in questo momento è l'unica percorribile (per quel che vale il mio parere). E sinceramente capisco poco le inquietudini di quelli che dicono "ma come, è un economista! è uno di quelli che ha gettato il mondo nel baratro!": le cose non stanno propriamente così, il baratro ce lo siamo scavato noi, con 1900 miliardi di debito pubblico accumulato nei decenni e una società totalmente ingessata dentro corporazioni utili per i singoli e i gruppi, non per l'intero. E quando hai guai economici vai dall'economista, proprio come quando hai mal di gola vai dal medico.
Quello che però mi fa pensare è l'attesa quasi messianica intorno al governo (possibile, non ancora probabile) del nostro. A parte le attese dei mercati, che fanno presto a disilludersi e a punire, è l'attesa e quasi l'esultanza dell'opinione pubblica che ancora una volta aspetta e spera di aver trovato il salvatore. Proprio, il paragone è obbligato, come era successo con Berlusconi. Incapaci di riformarsi da soli, timorosi che il rinnovamento comporti il guadagno per il prossimo e la fregatura per sé (in un meccanismo che gli Italiani conoscono bene) abbiamo sempre rimandato il cambiamento e abbiamo sperato nel singolo che ci facesse tutti miliardari come lo era lui, nel caso di Berlusconi, e che blocchi il sole con una mano impedendo che ci tornino le pezze al sedere nel caso di Mario Monti.
A sinistra questo meccanismo è ancor più esaltato, in primo luogo perché la sinistra vive nella propria ideologia di rivoluzioni e di salvatori, di grandi padri, e perché a far da corollario alla grande rivoluzione c'è sempre la questione del grande lavoro da fare. In Italia, dove la rivoluzione proletaria non è mai stata in questione, la sinistra ha sempre ribadito la necessità di riforme eccezionali, che rivoltassero la società come un calzino. Non si sono mai fatte riforme normali per un paese normale, perché abbiamo sempre pensato a riforme eccezionali che ci trasformassero di punto in bianco in un misto sconosciuto di italo-tedeschi-american-sovietici, chissà. Ecco perché le parole di Monti, realistiche e purtroppo drammatiche, sul grande lavoro da fare, quasi ci esaltano, ci spingono nelle braccia del gran rivoluzionario, che come tutti i rivoluzionari da Robespierre in poi non vuole salvare il pianeta come ha fatto Gesù cristo col proprio sangue, ma col nostro.
Quello che però mi fa pensare è l'attesa quasi messianica intorno al governo (possibile, non ancora probabile) del nostro. A parte le attese dei mercati, che fanno presto a disilludersi e a punire, è l'attesa e quasi l'esultanza dell'opinione pubblica che ancora una volta aspetta e spera di aver trovato il salvatore. Proprio, il paragone è obbligato, come era successo con Berlusconi. Incapaci di riformarsi da soli, timorosi che il rinnovamento comporti il guadagno per il prossimo e la fregatura per sé (in un meccanismo che gli Italiani conoscono bene) abbiamo sempre rimandato il cambiamento e abbiamo sperato nel singolo che ci facesse tutti miliardari come lo era lui, nel caso di Berlusconi, e che blocchi il sole con una mano impedendo che ci tornino le pezze al sedere nel caso di Mario Monti.
A sinistra questo meccanismo è ancor più esaltato, in primo luogo perché la sinistra vive nella propria ideologia di rivoluzioni e di salvatori, di grandi padri, e perché a far da corollario alla grande rivoluzione c'è sempre la questione del grande lavoro da fare. In Italia, dove la rivoluzione proletaria non è mai stata in questione, la sinistra ha sempre ribadito la necessità di riforme eccezionali, che rivoltassero la società come un calzino. Non si sono mai fatte riforme normali per un paese normale, perché abbiamo sempre pensato a riforme eccezionali che ci trasformassero di punto in bianco in un misto sconosciuto di italo-tedeschi-american-sovietici, chissà. Ecco perché le parole di Monti, realistiche e purtroppo drammatiche, sul grande lavoro da fare, quasi ci esaltano, ci spingono nelle braccia del gran rivoluzionario, che come tutti i rivoluzionari da Robespierre in poi non vuole salvare il pianeta come ha fatto Gesù cristo col proprio sangue, ma col nostro.
sabato 5 novembre 2011
Soluzioni
Tralasciando di quando parla di ristoranti e aerei pieni, perché lì ci si può solo domandare se ci è o se ci fa, e non sai cosa sperare, ma quando B dice che gli Italiani hanno il quadruplo della ricchezza rispetto al debito pubblico, ecco, non suona in modo per niente velato come un: loro ci hanno i soldi e ora glieli prendiamo?
domenica 16 ottobre 2011
Roba lunga
La maggior parte di coloro che non hanno votato Berlusconi, soprattutto noi a Sinistra, tende ad usare spesso la formula "io non capisco come gli Italiani si siano fatti incantare da Berlusconi"; stessa formula che, rovesciata, usava un Destro, come Indro Montanelli: "lasciatelo governare, l'incanto passerà".
A me pare una cosa pericolosa, poiché tende alla deresponsabilizzazione e al lavarsene le mani. Non solo per l'opposizione, che afferma in pratica "che posso fare io davanti ad una operazione magica?" (semplicemente una variante della frase berlusconiana che tanto (ci) ha offeso: "non credo che in Italia ci siano così tanti co....ni che voteranno a Sinistra). Ma più in generale per l'intera società, che ad un certo punto può sempre decidere di percepirsi come interamente passiva, stregata, inconsapevole e incapace di intendere e di volere. È un modo per illudersi di avere una coscienza pulita quando pulita non è. Il frutto dell'albero della conoscenza è stato assaggiato da parecchio, siamo in un mondo adulto, solo che non ci piace sbagliare da professionisti.
E così, come opposizione non riconosciamo i nostri errori e rinunciamo in partenza a interpretare proprio i bisogni e le istanze di quella società, dalla quale anzi preferiamo dissociarci di fatto, poiché è incantata, mentre noi siamo gli unici ad avere gli occhi aperti; al massimo il tentativo può essere quello di redimerla, la società (ma in che modo? per ora -dopo quasi 20 anni - l'unica proposta sembra essere ancora quella di obbligare tutti a spegnere la tv e a leggere - che cosa? Marx non più, le memorie di Occhetto?-).
Più in generale, come Italiani preferiamo poi ripercorrere la via che ci ha portato alla costruzione del mito degli Italiani brava gente, mai responsabili di niente, vittime sempre di un demonio di passaggio, che poi casualmente governa per 20 anni, e senza dittatura stavolta.
Sinché tutti non prenderemo coscienza delle nostre responsabilità, continueremo a pensare che basterà una qualunque forma di piazzale Loreto (anche edulcorata all'estremo, come il lancio delle monentine davanti al Rafael) per liberarci da quelli che nel momento percepiamo come i nostri problemi che sono sempre causati da un corpo estraneo, dalla combriccola di piccoli delinquenti di turno, e mai il frutto di scelte collettive.
giovedì 15 settembre 2011
Il buongustaio e la donna con dignità
E così ci ha provato anche con Manuela Arcuri e lei ha detto di no.
E brava Manuela.
E brava Manuela.
martedì 13 settembre 2011
Sansone e tutti i filistei
Ora anche Obama si preoccupa per l'Italia.
Insomma, l'hanno capito tutti che se vien giù la terza economia d'Europa e la sesta o settima mondiale non si salva nessuno.
Ma Silvio non molla.
Insomma, l'hanno capito tutti che se vien giù la terza economia d'Europa e la sesta o settima mondiale non si salva nessuno.
Ma Silvio non molla.
lunedì 5 settembre 2011
Responsabilità storiche
Affermo da tempo, attirandomi le critiche di amici più sinistri di me, che la colpa della crisi non può certo essere imputata al Berlusca o a Tremonti, altrimenti bisognerebbe imputare loro anche i dati sulla disoccupazione USA.
Ma è altrettanto vero che l'Italia è la terza economia dell'Europa e la sesta o settima mondiale, perciò se Berlusca o Tremonti o entrambi fanno delle stupidaggini, questo non può non avere conseguenze anche fuori dai confini italiani.
Ecco, siamo in quel momento: la manovra che i due stanno varando (come usa dire) è una schifezza inutile, e ciò avrà conseguenze gravissime per l'Italia, ma anche per il resto dell'Europa e del mondo, perché tutto si tiene e se già ha fatto danni micidiali la Grecia...
Quindi poche storie, l'eredità politica di Berlusconi e Tremonti, se non saranno accecati sulla via di Damasco da qui a poche ore, sarà pesantissima e la Storia che già aveva buoni motivi per lamentarsi di loro, non sarà tenera.
Ma è altrettanto vero che l'Italia è la terza economia dell'Europa e la sesta o settima mondiale, perciò se Berlusca o Tremonti o entrambi fanno delle stupidaggini, questo non può non avere conseguenze anche fuori dai confini italiani.
Ecco, siamo in quel momento: la manovra che i due stanno varando (come usa dire) è una schifezza inutile, e ciò avrà conseguenze gravissime per l'Italia, ma anche per il resto dell'Europa e del mondo, perché tutto si tiene e se già ha fatto danni micidiali la Grecia...
Quindi poche storie, l'eredità politica di Berlusconi e Tremonti, se non saranno accecati sulla via di Damasco da qui a poche ore, sarà pesantissima e la Storia che già aveva buoni motivi per lamentarsi di loro, non sarà tenera.
venerdì 2 settembre 2011
Maledetti irresponsabili
Manco l'hanno approvata la manovra e già dovranno pensare a nuovi soldi da recuperare visto che sono così credibili che lo spread è schizzato a 320 seppure calmierato dalla BCE.
So che imprecare non serve a niente ma questa cosiddetta classe dirigente più ancora che per la conclamata delinquenza va maledetta per la sua tragica incapacità. Ovunque ti giri è desolazione. L'opposizione fa piangere quanto questo governo composto di tragiche macchiette.
Dei ragazzini delle medie sarebbero meno idiotamente irresponsabili.
So che imprecare non serve a niente ma questa cosiddetta classe dirigente più ancora che per la conclamata delinquenza va maledetta per la sua tragica incapacità. Ovunque ti giri è desolazione. L'opposizione fa piangere quanto questo governo composto di tragiche macchiette.
Dei ragazzini delle medie sarebbero meno idiotamente irresponsabili.
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