Questa notizia relativa all'Inghilterra l'ho trovata sul blog Petrolio: "l'ultima pensata del governo, che evidentemente anche lì non sa più dove trovare soldi e raschia il fondo: telecamere alle stazioni di servizio che fotografano la targa di ogni automobilista, interrogano un database in tempo reale, e se c'è un difetto nel pagamento del bollo o dell'assicurazione bloccano la pompa e non erogano la benzina.
E non c'è verso di bypassare, piangendo o raccomandandosi al gestore: anch'egli nulla può contro la decisione dell'onnipotente telecamera.
Ciò accade perché, con l'aumento del prezzo dei carburanti (in Inghilterra la benzina costa come in Italia) sempre più gente decide di risparmiare in altri modi, e smette di pagare la tassa di circolazione o l'assicurazione auto. Si calcola che circa 1,4 milioni di veicoli in UK circolino senza assicurazione, il record europeo."
Alla faccia del liberalismo. E alla faccia degli Italiani che si lamentano di Monti. Il barile si raschia eccome!!
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mercoledì 21 marzo 2012
giovedì 6 agosto 2009
Rifornimento
La benzina e il gasolio aumentano ancora di prezzo. Ma non è di questo che voglio parlare. Il salasso quotidiano riguarda tutti e tutti lo piangiamo segretamente come un fenomeno naturale ineluttabile. Nessuno discute troppo a lungo del fatto che piove a dirotto o fa troppo caldo cercando delle soluzioni politiche. (Sì vabbe' lo so che i tg non fanno che parlare del caldo e del freddo, ma al tg è da mo' che hanno smesso di parlare della realtà).
Quello che mi ha interessato nei giorni scorsi è un fatto tutto sardo che mi ha fornito una notizia vera. Lo sciopero degli operai Eni di Porto Torres ha coinvolto anche quelli del Sud dell'isola bloccando la produzione per giorni. Si è quasi arrivati al collasso del sistema energetico basato sugli idrocarburi in Sardegna (anche se la cosa non è stata enfatizzata granché, molto più chiaro è emerso che essendo fine luglio c'erano oltre 30° di temperatura quasi dappertutto).
E vabbe', e quindi? E quindi vien fuori che per alcuni giorni la Esso e la Shell e tutte le altre che non fossero aziende del gruppo Eni (Agip, Ip) si ritrovano con poco gasolio e benzina perché l'Eni privilegia il suo gruppo (se devo togliere, tolgo prima agli altri, egoistico ma anche questo direi "naturale").
Ed ecco dunque quella che per me è la notizia. Tutto il gasolio e tutta la benzina che mi ritrovo nei rifornitori sardi è sempre la stessa, sempre prodotta a Porto Torres o alla Saras. L'Eni in Sardegna produce e rifornisce tutti, cambia solo l'etichetta del prodotto. Non c'è nessuna differenza, la blu-diesel dell'Agip è uguale al super-gasolio Shell (quello della Ferrari, per intenderci). Già questo non è molto leale visto che ognuno vanta la sua "roba" come se fosse la migliore e invece è uguale a quella di tutto gli altri.
Ma soprattutto i prezzi sono diversi, molto diversi, e la cosa non dipende dal fatto che la Shell porta la sua "roba" dall'Inghilterra (stato dove ha sede), perchè la "roba" è fatta qui, né perché la "roba" è migliore, come se ci fossimo mai accorti di una differenza di sapore.
Niente è solo politica dei prezzi diversa è solo un cartello che stabilisce che in Italia i prezzi li fa l'Eni e gli altri vanno a salire per non pestare i calli.
E tutti siamo contenti.
Quello che mi ha interessato nei giorni scorsi è un fatto tutto sardo che mi ha fornito una notizia vera. Lo sciopero degli operai Eni di Porto Torres ha coinvolto anche quelli del Sud dell'isola bloccando la produzione per giorni. Si è quasi arrivati al collasso del sistema energetico basato sugli idrocarburi in Sardegna (anche se la cosa non è stata enfatizzata granché, molto più chiaro è emerso che essendo fine luglio c'erano oltre 30° di temperatura quasi dappertutto).
E vabbe', e quindi? E quindi vien fuori che per alcuni giorni la Esso e la Shell e tutte le altre che non fossero aziende del gruppo Eni (Agip, Ip) si ritrovano con poco gasolio e benzina perché l'Eni privilegia il suo gruppo (se devo togliere, tolgo prima agli altri, egoistico ma anche questo direi "naturale").
Ed ecco dunque quella che per me è la notizia. Tutto il gasolio e tutta la benzina che mi ritrovo nei rifornitori sardi è sempre la stessa, sempre prodotta a Porto Torres o alla Saras. L'Eni in Sardegna produce e rifornisce tutti, cambia solo l'etichetta del prodotto. Non c'è nessuna differenza, la blu-diesel dell'Agip è uguale al super-gasolio Shell (quello della Ferrari, per intenderci). Già questo non è molto leale visto che ognuno vanta la sua "roba" come se fosse la migliore e invece è uguale a quella di tutto gli altri.
Ma soprattutto i prezzi sono diversi, molto diversi, e la cosa non dipende dal fatto che la Shell porta la sua "roba" dall'Inghilterra (stato dove ha sede), perchè la "roba" è fatta qui, né perché la "roba" è migliore, come se ci fossimo mai accorti di una differenza di sapore.
Niente è solo politica dei prezzi diversa è solo un cartello che stabilisce che in Italia i prezzi li fa l'Eni e gli altri vanno a salire per non pestare i calli.
E tutti siamo contenti.
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