Ieri ho beccato la prima puntata della nuova versione di Sfide su rai3.
In realtà era una vecchia puntata (una puntata vigliacca, perché colpisce i 40enni me compreso sotto la cintura, visto che era sui mondiali dell'82), con l'aggiunta di Zanardi.
Ho grande rispetto per Zanardi, per la sua forza di volontà, per il suo ottimismo, anzi dico di più: nonostante il suo ottimismo mi sta quasi simpatico. Però, chissà, forse funziona, ma io non capisco cosa ci faccia in tv e cosa ci faccia in quel programma. Va bene, sfide e lui sfida la vita eccetera, ma la cosa finisce lì. Il programma aveva un suo ritmo e un suo racconto, e lui lo spezza e lo rallenta, gli fa perdere tensione emotiva, non serve materialmente a niente; ha quasi la stessa funzione delle vecchie annunciatrici, non è neanche didascalico, perché non accompagna le immagini.
So benissimo che non si tornerà indietro, anzi ripeto, forse il programma andrà pure meglio, ma tra l'andare meglio e l'essere meglio...
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martedì 9 ottobre 2012
Le Sfide di Zanardi
domenica 16 agosto 2009
da "banco a banco" a "Porta a Porta"
Quando si è in ferie, come in questi giorni, si passa qualche tempo in più a camminare per strada fra la gente e si ascoltano diverse opinioni anche su temi politici. E’ incredibile quanto sia severo e sdegnato il giudizio della maggioranza degli italiani ( e stranieri) verso Silvio Berlusconi, il suo Governo, i suoi Ministri, i leader dei partiti della sua Maggioranza. Gli italiani sono contro ogni forma di razzismo ( quindi detestano Bossi & C.); sono favorevoli agli investimenti per la scuola e le belle arti (per questo riempiono di insulti la Gelmini e Bondi); si inferociscono contro i ladri delle risorse pubbliche e gli stupratori della fede pubblica (quindi rimangono attoniti dinnanzi all’inguardabile Alfano circondato dai Dell’Utri, Previti & C.); imprecano per l’assenza di “certi” fatti dall’informazione pubblica ( rifiutano di vedere anche solo in foto un Gasparri, per esempio, oppure Fede, Belpietro o Vespa). Nei mercatini di paese, da banco a banco, incontro in questi giorni uno spaccato dell’Italia che non è distante dal mio modo di vedere le cose e giudicarle. Eppure, torno a casa, accendo la tv e vedo che governa Lui, sommerso dagli applausi elargiti da folle festanti e perfino commosse. Qualcosa non quadra. E’ realtà la vita nei mercatini di paese oppure è realtà quanto diffondo i Tg?
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