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sabato 5 febbraio 2011

Dunque dicevo? Ah, oh, finalmente!

Egitto, esplosione alla condotta
che porta il gas verso Israele


È accaduto nell'area di el-Arish, nel Sinai. Sospesa l'erogazione
che porta il gas verso Israele

IL CAIRO - Ignoti «sabotatori» hanno fatto esplodere un gasdotto che attraversa il Sinai settentrionale, in Egitto, e porta il gas a Israele. «Dei sabotatori hanno approfittato della situazione relativa alla sicurezza e e fatto esplodere il gasdotto», ha annunciato un corrispondente tv, aggiungendo che c'è stata una grande esplosione; il cronista ha accusato i «terroristi» dell'esplosione. Anche gli abitanti nell'area hanno riferito che c'è stata una grande esplosione e che ci sono fiamme nell'area di el-Arish, nel Sinai ma non ci sono morti o feriti. In seguito all'esplosione nel gasdotto, riferisce la televisione di stato egiziana, l'Egitto ha sospeso il flusso di gas verso Israele. Ma la radio israeliana ha rassicurato che l'esplosione al gasdotto che unisce Israele all'Egitto non ha danneggiato la conduttura. E che la sospensione del rifornimento, attuata dalle autorità del Cairo, è stato decisa a titolo precauzionale. L'emittente ha citato un fonte del consorzio che controlla le importazioni di gas, secondo cui l'esplosione non è avvenuta «nient'affatto vicino» al gasdotto. L'esercito ha già chiuso la principale fonte di approvvigionamento della conduttura e sta cercando di controllare gli incendi. L'Egitto fornisce quasi il 40% del gas naturale ad Israele e a dicembre quattro aziende israeliane hanno firmato contratti ventennali del valore di 7,7 miliardi di euro per importare il gas.

Fonte Corriere della Sera




Di padelle e di braci

Due milioni di persone in piazza al Cairo sono un dato sginificativo di almeno 2 cose; la prima è una sciocchezza che può però tornarci utile in Italia: guardateli, quelli sono 2 milioni, non sono esattamente lo stesso numero che la CGIL e Grillo e SEL e anche il PD e il PDL e lo stesso papa sbandierano alle loro "mega" adunate.
La seconda che è l'unica importante, è che gli Egiziani vogliono che Mubarak se ne vada, ma soprattutto vogliono la libertà (e credo possibilmente un po' più di ricchezza). Bellissima parola, libertà, e bellissimo concetto che molti comunisti resistenti qui in Italia hanno a lungo sottomesso (e sottomettono) alla parola uguaglianza.
La libertà vogliono, quella di votare e di esprimersi e di avviare un processo democratico. Che io mi auguro con tutto il cuore, e contro o a favore del quale personalmente purtroppo non posso fare niente e credo neanche tutto l'Occidente.
Certo c'è una cosa che mi spaventa, per loro, per gli Egiziani soprattutto (e anche, in subordine anche un po' per me): che questo momento, come accadde nell'Iran del 1979, sia l'unico di libertà, e anche di morte, per gli Egiziani. Perché ho paura, non la certezza e spero di no, che possa accadere che i Fratelli musulmani o altri (già da ora sponsorizzati da Norma Rangeri, la metafisica direttrice del Manifesto che li definisce moderati) si trasformino in ciò che Komehini fu per gli sfortunati Persiani, che ancora pagano le conseguenze della cacciata di Rezha Palevi (che era un dittatore, ma era il male minore - il male minore per gli Iraniani - anche se Carter non se n'era accorto, e figurarsi io). Conseguenze negative per loro prima che per l'Occidente o per me che dovrei eventualmente depennare l'Egitto dalla mia agenda di viaggi, come tanti commentatori qui del blog hanno notato.
Immagino che tutte quelle donne in piazza al Cairo non abbiano voglia domani di vedersi fustigare per non aver portato il velo e preferiscano avere la patente di guida anziché no. Mubarak (che pure è uno sporco dittatore che col suo comportamento ha anche favorito il diffondersi di integralismi islamici) glielo permetteva di guidare alle Egiziane. Tutto qui.
Si parla semplicemente di padelle e di braci.
C'è poi chi preferisce la brace.

p.s.: quello di Israele è uno stato altamente imperfetto, e ci sta essere anti-israeliani, soprattutto se siamo Palestinesi, quello che mi preoccupa è l'essere anti-israeliano alla comunista italiana, e perché no anche socialista a suo tempo: non so, sul fondo ci vedo sempre quel qualcosa in più, quell'essere in fondo in fondo anti-semiti, che nei confronti dell'unica democrazia del Medio-oriente, con la Turchia, mi spaventa ancor di più. Non solo, spesso si dimentica che molti Israeliani di oggi sono Ebrei ex-sovietici, scappati dal paradiso comunista lievemente anti-semita anch'esso. In fin della fiera vien fuori che l'unico Ebreo buono è l'Ebreo morto?

lunedì 31 gennaio 2011

Dare il giusto peso alle cose

Israele ha riservatamente raccomandato agli USA di sostenere Mubarak.
Non so perché, ma io ci penserei due volte prima di accantonare questo parere.
Non dico di fare poi quello che dice Israele, ma non accantonare subito la cosa, pensarci, valutare.

Sparecchiare

Ma come si sentirà il figlio di Hosni, Jamal, che si vede togliere da sotto le chiappe il trono (metaforico)?
Anche in Egitto vale la regola che dice che la nostra è la generazione di quelli che arrivano mentre stanno sparecchiando.
(La metafora del tavolo sparecchiato non è mia).

p.s.: mentre cercavo notizie su Jamal (classe 1963), ho scoperto che Hosni Mubarak ha perso un nipote, il figlio del figlio maggiore, Ala. Chissà se il signor B. lo sapeva quando diceva alla polizia di Milano che Rubyrubacuori era la nipote del presidente egiziano.

sabato 29 gennaio 2011

Compagnie telefoniche

Sono appena passato a Vodafone, ma dopo aver letto che ha tagliato telefoni e internet su ordine del governo in Egitto, ecco...mi fa un po' schifo.
Certo, devo ammettere che il mio precedente operatore era direttamente l'egiziano Wind.