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lunedì 1 agosto 2011

Giornalisti

Uso l'esempio di Conchita De Gregorio solo perché è il più recente: dopo la direzione all'Unità è tornata tranquillamente a Repubblica.
Ee io mi domando: cosa fa sì che non ci sia uno di questi giornalisti che finita un'esperienza di lavoro finisca anche disoccupato? Almeno per un po'? Insomma, che debbano preoccuparsi di sbarcare il lunario come gente normale.
Tutti tornano o a casa (vedi Annunziata con la Stampa) o vanno altrove, ma mai che stiano a mani in mano (tranne il caso Mentana).

venerdì 27 marzo 2009

Sottoscrivo

A me Mentana non piace granché, è un po' imbiancato secondo me, e non alludo ai capelli che ho visto neri quando eravamo ragazzini entrambi, però l'intervista che ha rilasciato oggi alla Stampa di Torino contiene molti, moltissimi concetti che condivido:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200903articoli/42276girata.asp

Tra questi due: «L’illusione della sinistra era che Tangentopoli avesse cancellato l’elettorato moderato: si confondeva il crollo del Palazzo con la scomparsa di un elettorato consolidato che invece era pronto a votare chiunque tranne loro. L’abbaglio contaminò il sistema dei mass media: nessuno vedeva che c’era un’adesione forte e non plastificata. Nel 2001, ben 7 anni dopo la scesa in campo, ricordo un articolo-appello di Umberto Eco, il cui senso era questo: se una persona è perbene, vota a sinistra, se è egoista o fascista, vota a destra. Ma così non si andava lontano».

«La Ruota della fortuna di 15 anni fa e oggi il Grande Fratello non c’entrano niente: ci sono in tutto il mondo. Chiediamocelo: ci sono trasmissioni che hanno cambiato la percezione degli italiani, che hanno fatto decidere che era meglio Berlusconi di Veltroni? Certo, Berlusconi in tv è potentissimo, a Mediaset negli ultimi tempi si stanno chiudendo gli spazi di autonomia, con un’informazione ossequiente o marginalizzata. Ma il vero nemico della sinistra è stato un altro: abbracciare il libero mercato, la globalizzazione e non avere più risposte per l’Italia che cambiava».